La chiesa del Carmine di Catania, in occasione dell'Anno mariano proclamato da Papa Pio XII, nel giorno dell'Annunziata, il 25 marzo 1954, fu elevata a Santuario dall'Arcivescovo di Catania Mons. Guido Luigi Bentivoglio, quale testimonianza e riconoscimento della fede e della grande tradizione dei suoi sette secoli di vita.
La presenza dei Carmelitani a Catania risale alla metà del XIII secolo, quando giunti in Sicilia dal Monte Carmelo in Palestina, fondarono un convento, utilizzando una piccola chiesa fuori le mura, titolata a S. Lucia, risalente all'ottavo secolo. La chiesa dei Carmelitani di Catania ha beneficiato di privilegi e di particolare protezione della famiglia Sveva, perciò è l'unica che può ostentare il proprio stemma arricchito delle insegne proprie degli svevi di Sicilia, l'aquila a due teste coronata che campeggia nell'abside dell'altare maggiore.
La primitiva chiesetta di S. Lucia, che aveva dato momentanea sepoltura a S.Agata, a partire dal 1409, per la munificenza di Re Martino il Giovane che ricostruì la chiesa sull'area della precedente, prese il titolo dell'Annunziata, raggiungendo successivamente un ragguardevole splendore per antichità, grandezza e arte.
La chiesa, con tutti i suoi tesori d'arte, completamente distrutta dal terrificante terremoto dell'11 gennaio 1693; a partire dal 1729 fu ricostruita nelle grandiose architetture che oggi ammiriamo della chiesa e dell'annesso convento.
Con la confisca dei beni ecclesiastici, nel 1866, il convento fu espropriato.
La chiesa venne consacrata nel 1880 e nel 1883 fu solennemente incoronata la venerata immagine del '700 della Madonna di Sebastiano Ceccarini da Fano raffigurante il dono dello Scapolare a San Simone Stock e nel centenario, il 15 luglio 1983, a ricordo sono state donate preziose corone auree alla statua lignea della Madonna del Carmine.
Nel 1971 è stata eretta a parrocchia, dall'Arcivescovo Mons. Guido Luigi Bentivoglio, con il titolo di "Maria SS. Annunziata al Carmine".
Nel 1988 è stata elevata alla dignità di Basilica minore, dall'Arcivescovo Mons. Domenico Picchinenna.